Mentre ch'io conto ad una ad una l'ore
Assai vicino a varcar l'onde stige,
Più mi tormenta certo e più m'afflige,
Che 'l proprio danno mio, l'altrui dolore;
Perché la mente, che del suo valore
Non perdeo dramma ancor, l'amata effige
Cercando sempre, in voi solo s'affige,
E vedevi cangiar volto e colore.
Al tristo suon della novella ria
Che dirà: Lenzi, il Varchi vostro fue,
E sol di voi nel suo morir gl'increbbe;
Volgete in riso il duol, ché sempre fia
L'alma che mai non muor viva lassue,
E v'avrà a caro in ciel come qui v'ebbe.