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1503–1565

SONETTO CCLXIII.

Benedetto Varchi

Mentre ch'io conto ad una ad una l'ore Assai vicino a varcar l'onde stige, Più mi tormenta certo e più m'afflige, Che 'l proprio danno mio, l'altrui dolore;

Perché la mente, che del suo valore Non perdeo dramma ancor, l'amata effige Cercando sempre, in voi solo s'affige, E vedevi cangiar volto e colore.

Al tristo suon della novella ria Che dirà: Lenzi, il Varchi vostro fue, E sol di voi nel suo morir gl'increbbe; Volgete in riso il duol, ché sempre fia

L'alma che mai non muor viva lassue, E v'avrà a caro in ciel come qui v'ebbe.

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