Lelio, quell'alme frondi, che mi stanno
Già cinque lustri interi e mezzo l'alma,
A chi le segue al fin perpetua palma,
Immortal gloria e vita eterna danno.
Ma io ben presso al cinquantesimo anno,
Qual chi talor sua navicella spalma,
Poi truova in mezzo 'l mar tranquilla calma,
Resto, né più di poetar m'affanno.
Così debil agnel tal volta suole
Per monte erto salir, muover suo corso,
Che 'nnanzi il mezzo assai, si ferma o cade;
E non forte destrier, mentre che il morso
Men cura, e quasi par ch'alato vole,
Vien meno in mezzo di sassose strade.