Lelio, qualunque Fato o Parca innaspe
Mio stame, il quale omai non sarà parco,
Se bene oggi per me scoccasse l'arco,
Colei, che fa, come tra l'erba l'aspe.
Felice vivo: e 'l mio Ibero e 'l mio Idaspe
Son l'Affrico e 'l Mugnone, e quando io varco
Di quinci all'Arno, così breve varco,
Mi par d'esser varcato all'onde Caspe.
Fiesole Abila mi par, Morello Atlante
Agl'occhi miei, che tra l'un sempre e l'altro
Rimirar lieti l'Asinaro altero.
Ivi vidi io le luci, ivi le sante
Parole udii, che, se dir lice il vero,
Mi fer di rozzo e vil, pregiato e scaltro.