Skip to content
1503–1565

SONETTO CCLII.

Benedetto Varchi

Lelio, io non so veder perché, né come Infelice chiamar si debba, o possa Un che povero sia, ma tenga scossa Di cure l'alma, e le rie voglie dome.

Né poco è, dite lor, ch'un dì il mio nome; Quando avrò chiuso il corpo in poca fossa, Forse sarà chi non dispregi e l'ossa Felici sempre e fortunate nome.

Infelice è chiunque all'ozio e al sonno Dato ed al ventre, o di ricchezze servo, Non vive no, ma sol la terra aggrava A me più incresce veramente e grava

Del loro stato così ricco e donno, Ch'a lor del mio così mendico e servo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CCLII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove