Lelio, io non so veder perché, né come
Infelice chiamar si debba, o possa
Un che povero sia, ma tenga scossa
Di cure l'alma, e le rie voglie dome.
Né poco è, dite lor, ch'un dì il mio nome;
Quando avrò chiuso il corpo in poca fossa,
Forse sarà chi non dispregi e l'ossa
Felici sempre e fortunate nome.
Infelice è chiunque all'ozio e al sonno
Dato ed al ventre, o di ricchezze servo,
Non vive no, ma sol la terra aggrava
A me più incresce veramente e grava
Del loro stato così ricco e donno,
Ch'a lor del mio così mendico e servo.