Bonsi, quel verde e vago e casto Alloro,
Ch'amò prima in Tessaglia il biondo Apollo;
Poi sopra Sorga, al ciel cantando alzollo
Gentil Tosco, ora io terzo all'Arno onoro;
Sì cari lacci al cor di seta e d'oro
M'avvinse e giogo sì soave al collo,
Che per lentargli mai non diedi crollo,
Non che sciormi o fuggir pensi da loro.
Anzi credo, che 'l re, da cui sol parte,
Ed a cui solo ogni ben riede, questo
Soccorso al fral di me pietoso desse;
Cui da percosse così fiere e spesse
D'aspra invidia battuto e di molesto
Destin, da bene oprar nulla diparte.