Chi degnamente mai la Tana onori
Non fia, se ben con mille rocche ed aspi
Fili lo stame di sua vita, e innaspi
Lei, che tutti al fin tronca i suoi lavori.
Antri più freschi e più romiti orrori
Non veggion gl'Arimfei, né gl'Arimaspi:
Cento Gangi, cento Indi e cento Idaspi
Acque non hanno o più chiare e migliori
Ben furo i cieli a noi larghi e benigni,
Bernardo, il dì, se il ver sempre non pare,
Che ne feo di veder la Tana digni
Chi ebbe tante mai? che sì preclare?
Ahi, folle e vano ardir dove ne spigni!
Dire io quel che non puote altri pensare?