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1503–1565

SONETTO CCIX.

Benedetto Varchi

Chi degnamente mai la Tana onori Non fia, se ben con mille rocche ed aspi Fili lo stame di sua vita, e innaspi Lei, che tutti al fin tronca i suoi lavori.

Antri più freschi e più romiti orrori Non veggion gl'Arimfei, né gl'Arimaspi: Cento Gangi, cento Indi e cento Idaspi Acque non hanno o più chiare e migliori

Ben furo i cieli a noi larghi e benigni, Bernardo, il dì, se il ver sempre non pare, Che ne feo di veder la Tana digni Chi ebbe tante mai? che sì preclare?

Ahi, folle e vano ardir dove ne spigni! Dire io quel che non puote altri pensare?

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