Santissimo Trifon, ch'ad inudita,
Ineffabil bontate, a singolare
Gentilezza di sangue, a mille rare
Doti, giugnete umanità infinita:
La riposata vostra e lieta vita,
A quell'antiche di Saturno pare,
Ne mostra altrui le strade aperte e chiare,
Da tornare alla via dritta, smarrita,
Io certo al suon delle parole gravi,
Agl'atti tardi, al mansueto riso,
Che può far dolce il fel, cari gl'affanni,
Udir cose e veder di Paradiso
Pensai, e tali al cor mi nacquer vanni,
Che peso uman non fia, che più l'aggravi.