Quanto m'incresca, Amor, per me v'espliche
Ch'io non porria giammai, sì m'addolora
Vedervi in pena, e come ad ora ad ora
Il preghi, o che dai lacci suoi vi striche,
O vi renda men crude e men nemiche
Le voglie di colei, cui sola onora
La penna vostra che far puote ognora
Di corvi cigni e di colombe piche.
Ben lunge altra è da voi mia lieta sorte,
Che quanto ha santo Amor nettare e mele,
Frondi mi danno, al ciel felici scorte.
E s'avverrà che vostro cor fedele
Giunga anzi tempo alle tartaree porte,
Fia chi la storia altrui mesto rivele.