Quel sacro arbor gentil, ch'all'ombra e al sole
Nulla temendo o venti, o nebbie, o brine,
Fa fiorir la mia speme, e senza spine
Frutti produrre e fior celesti sole
A chi delle sue frondi altere vuole
Velar la fronte degnamente e 'l crine,
Onde assai più che pria, dopo il suo fine,
Per le bocche d'altrui vivendo vole,
Chiede altro ingegno e men fortuna rea,
Che non aggio io, ch'ognor l'ultima sera
Fuggir vorrei, ma non so dove o come.
Ben venni altro uom per lui da quel ch'io era,
E spero ch'al por giù di queste some,
Non del tutto morir mia vita dea.