Donna bella e gentil, già oscura e mesta,
Or chiara e lieta da sì lunghi affanni
Per te tolta, a te sol, del gran Giovanni
Figliuol s'inchina obbedïente e presta;
E ripresa col cor l'antica vesta,
Sovra tutte l'altre, ristorando i danni,
Siede regina, e dai più alti scanni
T'orna di palme l'onorata testa.
E tenendo in te gl'occhi, altera dice:
Or son, qual fui Toscana; e parte onora
Lei, che teco ti parla e guida e regge;
Così dicea Damon pascendo il gregge,
E 'n quella il ciel tonò. Vivi felice
Beata coppia, Cosmo e Leonora.