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1503–1565

SONETTO CCCXXVI.

Benedetto Varchi

Come potea non piangere anzi, e poi Non tornar lieto il ciel, sacro signore, Mirando voi di lui pregio ed onore Girven tanto lontan dall'Arno e noi?

Ben turbar si dovea, se non de' suoi, De' nostri mali irato, e poscia fuore Mandar più che mai chiaro ogni splendore, Per toglier danno e dispiacere a voi.

Nuovo non è, ch'anime elette e rare Privilegi talor fuor d'uso umano Quel sommo Re che le governa e regge. Fermò lassuso il Sol, quaggiuso il mare

Seccò, quando a lui parve; e chi dea legge A quella sola onnipotente mano?

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