Skip to content
1503–1565

SONETTO CCCXLV.

Benedetto Varchi

Donna, che infin dall'alto e ricco Ibero, Non curando il tuo vago e bel Sebeto, Per far l'Arno di te superbo e lieto Movesti, anzi a bear questo emispero;

Paura di scemar troppo del vero Fa, ch'io tengo entro il cor chiuso e segreto Quel, che molti anni già tacito e cheto Cantando vo del valor vostro altero:

Beltate oltra misura e singolare Splendor di sangue illustre ed altrettali Doti e tante, che son sì rade al mondo, A voi, ver gl'altri ben veri immortali,

Son quasi nulla, e sol per altrui care: Tanto vi gira il ciel largo e secondo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CCCXLV. · Benedetto Varchi · Poetry Cove