Signor mio, terza al miglior duce speme,
Terza gloria al bell'Arno e terzo pegno
Dell'afflitta Ausonia, ch'al sostegno
Ferma di tanti, più cader non teme;
In voi tutte le grazie e tutte insieme
Le virtù ricco albergo e vivo regno
S'han posto, e già da voi producon degno
Frutto di così alto e chiaro seme.
Già dopo il gran Francesco e il buon Giovanni
S'ode infin sopra il ciel sonar Garzia,
Garzia, terzo ristoro ai nostri danni:
Garzia, che mostra al cominciar degl'anni,
Quanto esser deggia e di cui nato sia,
All'andare, allo stare, al volto, ai panni.