Donna, che dianzi a tutta Etruria sola
Speme fosti e conforto, or doglia e pianto,
Poi che lasciato in terra il tuo bel manto,
Mortal, prendesti in ciel l'eterna stola;
Arno e la bella Flora tua, che sola
mente vivean per te felici tanto,
Posti per sempre in bando il riso e 'l canto,
Oscuri e mesti mai nulla consola;
Qual può lingua ridir, qual deve inchiostro
Segnar, quanto ciascun di sdegno e d'ira
Carco del fuggir tuo s'attrista e dole?
Il gran Duce tuo figlio, e signor nostro,
Anzi padre, cui par non vede il Sole,
Con Leonora sua piange e sospira.