Gl'antichi pregi e quei sovrani onori,
Che già mille anni e più, lasso! perdei
Terme, templi, colossi, archi e trofei
Querce, mirti, edre, palme, ollivi, allori,
In te, frate, più chiari, e via maggiori
Ritornar veggio tutti; e ben vorrei,
Per saldar l'aspre piaghe e i dolor miei,
Teco corso e signor cangiar migliori,
E rigar là dove il gran Cosmo insieme
Con l'alta Donna, ch'egualmente onora
Questa e l'altra sua ricca ultima Esperia,
Agguagliano il desìo, non pur la speme,
Delle genti a lor serve, e regnano ora
Nuovo Numa Pompilio e nuova Egeria.