Caro, io non so ben dir qual maggior sia,
Da che sì fera e torbida tempesta
Passata è tutta, anzi è cangiata in festa,
Il piacer vostro o la letizia mia.
Ben può fortuna ingiurïosa e ria
Essere un tempo ai buoni aspra e molesta,
Ma nel fin vince sempre, e 'n sella resta
Virtù, cui saggio cor mai non obblia.
Come poteva il maggior padre vostro,
Che serra ed apre a suo volere il cielo,
Mentre giusto e pietoso in terra regge,
Non rendere a sé stesso e al Tebro il vostro
Sacro signore e mio, che 'l cristian gregge,
Quasi in fasce guardò, non ch'anzi il pelo?