La più verde, più sacra e felice ombra,
Mio refrigerio sola e mio ristoro,
Del più frondoso e più fiorito Alloro,
Ch'odor già mai spargesse o gittasse ombra,
Di sì alti pensier l'anima ingombra,
E tal le dona ardir ch'io mi rincoro
Essere un dì, s'io vivo, un di coloro,
Che de' bei rami suoi la fronte adombra.
E porrian forse lungo tempo meco
Viver, quando io sarò spento e sotterra,
Fiesole ed Asinar, Mugnone ed Arno.
Allor vedrebbe il volgo errante e cieco,
Che togliendo a sé pace, altrui dà guerra,
Quanto per cosa vil fatica indarno.