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1503–1565

SONETTO CCCXCVIII.

Benedetto Varchi

Quando il bel Giulio mio con dolce riso Apre l'un suo vermiglio e l'altro labro, Cui cedono rubini, ostro e cinabro, Per bear me, che, intento il guardo, il fiso:

Parmi aperto vedere il Paradiso, E quanto fe' mai dolce il divin Fabro, E dico: E' non è cor sì duro e scabro, Che non restasse qui vinto e conquiso,

E mi ritorna nella mente il giorno E l'ora e 'l punto, che 'n fronzuta cima L'arbor mirai d'ogni buon frutto adorno; E, se giudizio uman diritto estima,

Cosa non fia già mai, né mai fu prima, Che questo agguagliar possa, o quel soggiorno.

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