Mentre 'l mio buon Carin, quasi novello
Narcisso, al trapassar dell'onde chiare,
D'Ema, sé stesso mira, e le sue rare
Doti, onde scrivo ognor, penso e favello.
Vago Coro di Ninfe il dolce e bello
Volto scorgendo, cui solo uno è pare,
Tosto dal fondo sovra l'acque appare,
Più, ch'a sua preda mai rapace uccello.
E dopo lunga in van preghiera, seco
Dal suo destrier con dolce forza tolto,
Rapillo, e dentro al bel cristallo il trasse;
Ma ei, più d'Ila e saggio e forte, bieco
Guardolle irato, e 'l passo indietro volto,
Le lasciò tutte sbigottite e lasse.