E' non è loco alcun sì caldo, e mai
Non arse fiamma sì cocente, ov'io,
Per rinfrescar l'incendio e 'l bollor mio,
Non mi gittassi, e scemo il ver d'assai;
Quantunque volte i dolci e santi rai
Vostri, Giulio, contemplo, o 'l saggio e pio
Parlare ascolto, cui soli desìo
Dopo i miei sacri e ben fioriti mai.
Il foco, ch'arde la vil gente, è ghiaccio
A lato al nostro: quello i corpi, e questo
Incende l'alme e le consuma e strugge;
Questo non parte mai, quel sempre fugge;
L'un seguita il piacer, l'altro l'onesto.
Oh quante cose qui trapasso e taccio!