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1503–1565

SONETTO CCCXCVI.

Benedetto Varchi

E' non è loco alcun sì caldo, e mai Non arse fiamma sì cocente, ov'io, Per rinfrescar l'incendio e 'l bollor mio, Non mi gittassi, e scemo il ver d'assai;

Quantunque volte i dolci e santi rai Vostri, Giulio, contemplo, o 'l saggio e pio Parlare ascolto, cui soli desìo Dopo i miei sacri e ben fioriti mai.

Il foco, ch'arde la vil gente, è ghiaccio A lato al nostro: quello i corpi, e questo Incende l'alme e le consuma e strugge; Questo non parte mai, quel sempre fugge;

L'un seguita il piacer, l'altro l'onesto. Oh quante cose qui trapasso e taccio!

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