Un guardo vostro solo ha tal virtute,
Cortese mio signor, che non pur tôrre
Tutti gl'affanni può, ch'ogn'uomo abborre,
Ma dar compitamente ogni salute.
Quando udite, o da chi? dove vedute
Fur più tai grazie, quanto il sol discorre,
Se non in quel, che tutti altri precorre
Arboro, onde ho nel cor tante ferute?
Nessun diletto in questa vita è pari
A quel sommo piacer, che doppio sento,
Quando di lui, voi rimirando, penso.
Tutte le noie mie, tutti gl'amari
Di rea sorte e d'invidia, in un momento
Passan sol, ch'io v'ascolti o guarde intenso.