Tutto quel che nel cor mi spiace e pesa
Caro fassi e leggier, qualvolta l'onde
Tue miro, u' fui colla mia casta fronde,
Cara, vaga, leggiadra altera Pesa.
Nulla d'invidia o di fortuna offesa
Sento, mentre a giacer per le tue sponde
Mi sto pensando, come io possa o donde
L'età mia ricovrar sì male spesa.
Pria, ch'io vedessi in loco alto e silvestro,
La mia pianta del Sol, ben fui nel mondo
Non breve spazio, ma non vissi mai.
Ella o mio cor, dal sentier manco al destro
Mi volse, e te di grave inutil pondo
Lieve fece e gentil, quanto tu sai.