Quando io miro il bel viso, e ascolto il saggio,
Leggiadro, onesto ragionar gentile,
E 'l dolce vostro portamento umìle,
Da far molle e cortese un uom selvaggio:
Veder penso ed udir quel che sempre aggio
Casto alloro entro l'alma, onde ogni vile,
Basso pensier, per farmi a lui simìle,
Sgombrai, qual fresca neve, ardente raggio,
E tal diletto e gioia tanta prendo,
Ch'esser tornato all'età mia più verde,
Sopra alto poggio in sacro albergo parme,
U' d'amor vero e speme santa ardendo,
Scorsi prima, e sentii nel cor passarme
L'alma pianta che mai foglia non perde.