Qual meraviglia, signor mio, se voi
Dal ciel disceso, angel sembrate, e tante
Doti avete e sì rare, entro e davante,
Che ricco fate il ciel, beati noi?
Io per me, da ch'udii la voce e i duoi
Lumi vostri mirai, tali e cotante
Sentii nel cor faville e così sante,
Ch'ogni cosa mortal par che m'annoi.
E mi sovviene il giorno e 'l loco e 'l verde,
Quando vicino al ciel la voce udii,
E mirai quei duoi dolci, onesti lumi,
In cui tra sacri, folti, ispidi dumi,
Tutti posi, e per sempre i miei desii
Facendomi d'uom vivo un lauro verde.