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1503–1565

SONETTO CCCLXXIV.

Benedetto Varchi

Or ch'al più lungo e più cocente giorno Giaccion per li boschi e per li dumi Sovra l'erbe distesi, e presso i fiumi Gl'animai stanchi alle fresche ombre intorno;

Egon per selve e monti entro e d'intorno Dietro l'orme tue vaghe e i chiari lumi Te segue, o Cromi, e par che si consumi, Veggendoti fuggir, d'ira e di scorno.

Non fuggir, Cromi, più, bel Cromi, ascolta, Né creder tanto al color tuo, che sempre Non men punto di te fugace vola. E tu, folle bifolco, a che sì stolta-

mente segni chi fugge, e ti distempre, Fuggendo chi te segue, Aminta e Jola.

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