Or ch'al più lungo e più cocente giorno
Giaccion per li boschi e per li dumi
Sovra l'erbe distesi, e presso i fiumi
Gl'animai stanchi alle fresche ombre intorno;
Egon per selve e monti entro e d'intorno
Dietro l'orme tue vaghe e i chiari lumi
Te segue, o Cromi, e par che si consumi,
Veggendoti fuggir, d'ira e di scorno.
Non fuggir, Cromi, più, bel Cromi, ascolta,
Né creder tanto al color tuo, che sempre
Non men punto di te fugace vola.
E tu, folle bifolco, a che sì stolta-
mente segni chi fugge, e ti distempre,
Fuggendo chi te segue, Aminta e Jola.