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1503–1565

SONETTO CCCLXVIII.

Benedetto Varchi

Te sopra tutte l'altre, anzi te sola Di quante colgon ninfe o fronde, o fiori, Te bella e leggiadrissima Licori Ama il leggiadro e bellissimo Jola,

Ma fiero e troppo reo destin, che sola- mente s'oppone ai più cortesi cori, Per torne il frutto di sì dolci amori, L'un sempre all'altro crudelmente invola:

Ond'ei per monti e boschi esangue e scarno, Dolendo or vassi amaramente, e solo Chiama il tuo nome sempre, e sempre indarno, Ma poco andrà, che 'l suo bramato volo

D'infinita dolcezza al Tebro, all'Arno Infinita sarà cagion di duolo.

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