Titiro mio, che sotto l'alma fronde,
Ch'ornò le tempie al gran figliuol di Giove
Dolcemente ti stai cantando, dove
Turbò Fetonte fulminato l'onde;
Ben deve il re de' fiumi ambe le sponde
Coprir di fiori alle tue rime nuove
Del nuovo Alcide, che l'antiche pruove
Farà col valor suo tosto seconde.
Vivi dunque felice, e disacerba
L'amaro duol d'essere a noi lontano,
Col farti chiaro alla futura gente;
Così più verde sempre, e più superba
Cresca la pianta al ciel, pastor Toscano,
Di cui sì dolce canti, e sì sovente.