Filli, io son però tanto deforme,
Se 'l vero agl'occhi miei questa acqua dice,
Che tu, che sola puoi farmi felice,
Non devessi talor men fera accorme.
Non pascon delle mie più belle torme,
Né ha più grassi agnei questa pendice:
Ben già, ma non l'intesi, una cornice
Predisse il fato al mio voler disforme.
Io vorrei, Filli, sol per queste valli
Senza punto curar d'armento o gregge,
Vivermi teco infino all'ora estrema.
Con cui parli meschin? che pur vanegge?
Non vedi un lupo là fra quei duo calli,
Di cui fugge la mandra e tutta trema?