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1503–1565

SONETTO CCCLVI.

Benedetto Varchi

Così sempre fossi io legato e stretto Con Fillide ver me tanto sdegnosa, Come è questa edra a questa quercia annosa, Che t'avvincinglia il piè, le braccia e 'l petto.

Mira come anco senza alcun sospetto Quella vite a quell'olmo in grembo posa: Me Fillide ognor fugge e non è cosa, Che più che 'l suo fuggire abbia in dispetto.

Mille fïate ho già senza custode Lasciato solo il mio bel gregge a i lupi, Che ne fanno ogni dì prede sicure. Un capretto l'altr'ier da queste rupi

Vidi io portarne e piansi; ed ella pure Superba stassi, e del mio pianto gode.

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