Filli, deh! non fuggir, deh! Filli, aspetta
Il tuo Damon, che più che 'l gregge t'ama,
E se pur di fuggire hai sì gran brama,
Non fuggir, Filli mia, con tanta fretta.
Anch'io il seguir, che più e più s'affretta,
Terrò, ché sol piacerti il mio cor brama:
Tu pur via fuggi qual veloce dama,
O cervo che ferito è di saetta.
Rallenta Filli, oimé! rallenta il passo
Che le tenere piante o sterpo, o selce
Non t'offendesse al trapassar del rivo.
Così dicendo, fatigato e lasso,
Pien d'alta angoscia e d'ogni lena privo,
Cadde Damon rovescio a piè d'un'elce.