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1503–1565

SONETTO CCCLIV.

Benedetto Varchi

Questo è, Tirsi, quel fonte in cui solea Specchiarsi la mia dolce pastorella: Questi quei prati son, Tirsi, dove ella Verdi ghirlande a' suoi bei crin tessea.

Qui, Tirsi, la vidi io, mentre sedea: Quivi i balli menar leggiadra e snella: Quinci, Tirsi, mi rise, e dietro a quella Elce s'ascose sì, ch'io la vedea.

Sotto questo antro alfin cinto d'allori, La mano, onde ho nel cor mille ferite, Mi porse lieta e mi baciò la fronte. All'antro dunque, all'elce, ai prati, al fonte.

Mille spargendo al ciel diversi fiori Rendo io di tanto don grazie infinite.

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