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1503–1565

SONETTO CCCLII.

Benedetto Varchi

Caro, che con illustri e alteri danni Dispregiate egualmente argento ed oro, Bramoso e ricco d'un più bel tesoro, Che non cura del mondo ire né 'nganni,

Questi miei rozzi pastorali affanni D'oscuro e basso stil giovin lavoro, Dono io a voi, che dar potete loro Solo, e vorrete, onde non teman d'anni.

E se fuor del cammin, né dritto al segno, Che sol deve seguirsi, andato io sono, Fallir forse non fia di scusa indegno. Voi ch'avete al voler pari l'ingegno,

Con più dolce cantante e chiaro suono Quel già d'Apollo, or mio, diletto legno.

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