Quando menerà il Sol quel lieto giorno,
Che dal foco gelato e ardente gielo,
(Perch'io sì spesso in uno avvampo e gelo)
A te, Parnaso mio, faccia ritorno?
E nel tuo verdeggiante alto soggiorno,
Donde, quel sacro e sì fiorito stelo
Veduto appena, spiegai l'ali al cielo,
M'assida lento a fonti e ad ombre intorno?
Verrà mai il dì che di sì scuro e tristo
Aer mi schiuda, ed al giocondo e chiaro
Tra dolci acque mi renda e verdi colli?
Gradito, Asinar mio, Fiesol mio caro,
Non ho ragion, s'a voi lontan m'attristo,
Cui sempre vivo e sempre morto volli?