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1503–1565

SONETTO CCCCXXXVII.

Benedetto Varchi

Nape, non mio voler, né mio consiglio Da te mi parte, oimè! ma fera stella: Sovvengati di me, ninfa mia bella, In questo duro mio, gravoso esiglio.

Così piangea Carin, di bianco giglio Venuto rosa imbalconata; ed ella Al tristo suon dell'amara novella, Bassò la fronte pallidetta e 'l ciglio;

E poco men, che non morìo di doglia: Pure alla fin, lui rimirando fiso, Con gli occhi, disse, rugiadosi e molli: Mentre che l'Ema stilla d'acqua, o foglia

D'erba avran tutti questi ameni colli, Mio cor, non sarà mai dal tuo diviso.

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