Questo candido fior di verde arancio,
Tirsi, a te diede il buon Damon perch'io
Da te l'avessi e lo donassi al mio
Foco, che sì mi fa pallido e rancio:
Perch'io dentro il mio cor delibro e sancio,
Che mai non caggia in me per tempo obblio
Di lui, ch'è sol cortese amante e pio,
Quando gli altrui e l'ardor suo bilancio.
Questo ch'ora è sì bello e tanto odore
Getta, e tosto che sia languido e secco,
Più non ristora il primo suo vigore,
Alla mia Nape mostrerà che 'l fiore
Della bellezza, divenuto stecco,
Mai non ricovra il suo perduto onore.