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1503–1565

SONETTO CCCCXXXIX.

Benedetto Varchi

Solo il vedere ancor di lontano Ema, Membrando io, che per l'Ema il mio Carino Lieto faceva al suo Vaccian cammino, Addolce ogni mio duol, non pure scema.

Ma perché suda sì repente e trema Mio core? Ahi duro, acerbo, empio destino! Egli emmi or lungi, e fu già sì vicino, Perché sempre io fuor pianga, ei dentro gema.

E' non è tanto spiacevole e lazza A gentil gusto non matura sorba, Quanto a me da Carin viver lontano. A lui ogn'altro prato, ogn'altra piazza

La vista fagli e più la mente torba, Che quello e quella del suo bel Vacciano.

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