Solo il vedere ancor di lontano Ema,
Membrando io, che per l'Ema il mio Carino
Lieto faceva al suo Vaccian cammino,
Addolce ogni mio duol, non pure scema.
Ma perché suda sì repente e trema
Mio core? Ahi duro, acerbo, empio destino!
Egli emmi or lungi, e fu già sì vicino,
Perché sempre io fuor pianga, ei dentro gema.
E' non è tanto spiacevole e lazza
A gentil gusto non matura sorba,
Quanto a me da Carin viver lontano.
A lui ogn'altro prato, ogn'altra piazza
La vista fagli e più la mente torba,
Che quello e quella del suo bel Vacciano.