A voi, che l'alto nome e gran valore
Del saggio avolo vostro a noi tornate,
Giovanvettorio mio, né dispregiate
Le sante forze del celeste Amore,
Mando io quel che cantò Damon pastore
Per colli e boschi nell'andata state,
Mentre del bel Carin seguia l'amante
Orma tra riso e duol, speme e timore.
E se la gente vil, che lungi al vero
Dietro l'ombre sen va, biasma e riprende
In non giovine cor giovin pensiero,
Ditele, che chi ben conosce e 'ntende,
Non ha più certo e più corto sentiero
Al ciel, ch'amor seguir casto e sincero.