Lelio non dubitate, ch'ab eterno
Non ordinasse l'altro re del cielo,
Che doppia fiamma onesta e doppio gielo
M'agghiacciasse la state, ardesse il verno.
E chi con l'occhio della mente interno
Come flagro mirasse, e come gielo
Vedrìa, che 'l sido e l'ardor ch'entro celo,
Son opra e grazia del Motor superno.
L'incendio d'Etna è men cocente assai,
E 'l rigor della Tana assai men freddo
Di quel ch'intorno al core ho foco e ghiaccio.
Ma sì freddo è 'l calor, sì caldo il freddo,
Che sciolto al tutto d'ogni umano impaccio,
Dolcezza gusto non sentita mai.