Anzi, non punto più fora io beato
Di quel ch'or son, se non è falso il vero,
Poscia nulla temo e tutto spero,
Né ebbe uom mai, del mio più dolce stato.
Né avrà, penso, uom mai di che lodato
Sia, dopo il ciel, quel verde tronco altero,
E voi, per cui addoppio e vivo e pero,
Carin, da me secondamente amato.
Queste cose cantò, mentre ch'all'ombra
Sedea Damon, di quel sacrato alloro
Che l'Arno e 'l Tebro co' suoi rami adombra:
Or di cura maggior la mente ingombra,
E posto mano a più grave lavoro,
I canto e 'l suon dal cor per sempre sgombra.