Non lungi alla scoscesa, antica roccia,
Che sempre mira disdegnosa Flora,
A piè del fonte che stillando irrora,
Cecero, ond'ebbe il nome suo la doccia,
Stava Damon contando a goccia a goccia
L'acqua ch'indi brillando usciva fuora,
E dicea nel pensiero: Ond'è ch'ognora
Più fera sorte ai più miglior più noccia?
Perché non è qui meco il bel Carino?
Chi me l'asconde, oimè, chi lo mi toglie,
Se, dopo l'arbor mio, sol l'amo e 'nchino?
E ben so, ch'ei, s'io non falso indovino,
Per sazïar tutte mie sante voglie,
Esser vorrebbe a me sempre vicino.