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1503–1565

SONETTO CCCCXIX.

Benedetto Varchi

Ghezio, a piè di quell'alto e verde poggio, Ove mi tese Amor prima i suoi vischi Tra faggi, abeti, ontani, orni, elci, alni, ischi, A schietto alloro, appo un bel rio m'appoggio.

E tanto in suso colla mente poggio, Che toltomi alle cure e mondan rischi, Dell'amare Sirene i dolci fischi Non temo, e sol pensier celesti alloggio.

Sovviemmi l'anno, il mese, il giorno e l'ora E la stagione e 'l tempo e 'l loco e 'l punto Che dell'uso comun mi trasser fora. Così quel nuovo ch'all'antico giunto

Foco, doppio m'ardea, durasse ancora, Ch'io più felice, altri più chiaro fora!

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