Ghezio, a piè di quell'alto e verde poggio,
Ove mi tese Amor prima i suoi vischi
Tra faggi, abeti, ontani, orni, elci, alni, ischi,
A schietto alloro, appo un bel rio m'appoggio.
E tanto in suso colla mente poggio,
Che toltomi alle cure e mondan rischi,
Dell'amare Sirene i dolci fischi
Non temo, e sol pensier celesti alloggio.
Sovviemmi l'anno, il mese, il giorno e l'ora
E la stagione e 'l tempo e 'l loco e 'l punto
Che dell'uso comun mi trasser fora.
Così quel nuovo ch'all'antico giunto
Foco, doppio m'ardea, durasse ancora,
Ch'io più felice, altri più chiaro fora!