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1503–1565

SONETTO CCCCX.

Benedetto Varchi

Dolce signor, se voler vostro o inganno Altrui da quel sentier lunge vi mena, Che scorge a vera gloria, mia la pena, Ma la colpa fia vostra, vostro il danno.

Io l'alme frondi che mi fero e fanno Beato in terra, e non le scorsi a pena, Amerò sole, come fei, con piena Fede già cade il venzettesimo anno.

Quanto è maggiore e più sincero il foco, Tanto più tosto si dilegua e spegne, Se non truova alla lingua amico il core. In voi, dolce signor, quel dentro regne:

Quel dentro s'orni e non il bel di fore, Se curate di me molto né poco.

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