Dolce signor, se voler vostro o inganno
Altrui da quel sentier lunge vi mena,
Che scorge a vera gloria, mia la pena,
Ma la colpa fia vostra, vostro il danno.
Io l'alme frondi che mi fero e fanno
Beato in terra, e non le scorsi a pena,
Amerò sole, come fei, con piena
Fede già cade il venzettesimo anno.
Quanto è maggiore e più sincero il foco,
Tanto più tosto si dilegua e spegne,
Se non truova alla lingua amico il core.
In voi, dolce signor, quel dentro regne:
Quel dentro s'orni e non il bel di fore,
Se curate di me molto né poco.