Qual forza, quale inganno o qual destino
Repente sì dal dritto lato (e forse
Casto amor troppo chiede) al manco torse
Il già sì caro a me dolce Carino?
Perché mio cor l'usato suo cammino
Non volendo lasciar, come s'accorse
Del mutato sentier, subito corse
Al poggio, ove di noi regna il divino:
E qui scritto in adamante lesse,
Come ad alma gentil più tosto ch'una
Volta fallar, perir mille convenne;
Ond'ei che ben sapea quanto fortuna
S'opponga a pio voler, l'altro suo bene
Di suo proprio voler perdere elesse.