Potea ciascuno il mio felice stato,
Donna, invidiar, ma solo offendere io:
Io sol dalla mia speme alta e disìo,
Sentendo a me giusto desir negato,
Volli e potetti, oimè, partirmi irato,
Né mi partii però che 'ntorno al mio
Lume quasi farfalla o qual restìo
Destrier m'avvolsi, e non fui mai slungato.
Pur quando poscia il mio bel sol co' rai
Turbati, avanti il vespro in picciol ora
Due volte, lasso, tramontar mirai:
Iroso no, ma ben più d'altro, uom mai
Tristo e pentito infino all'äurora,
A posar no, ma sospirar tornai.