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1503–1565

SONETTO CCCCLXXVII.

Benedetto Varchi

Anton, che come i buoni e i saggi fanno, Appregiando virtute e sprezzando auro, Di quel saldo v'ornate e bel tesauro, A cui tutte ricchezze indietro vanno;

Già da sublime parmi e chiaro scanno Del suo cingervi Apollo e del mio Lauro, Onde al vostro gentile alto Epidauro Alta invidia e gentile i dotti avranno.

E quella zoppa che con sì veloce Passo n'aggiugne e tutte cose sforza, Tal che spaventa altrui sol della voce, Userà indarno contra voi sua forza,

Ch'alla fronda del Sol nulla mai noce, Anzi ella sola ogni potere sforza.

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