Anton, che come i buoni e i saggi fanno,
Appregiando virtute e sprezzando auro,
Di quel saldo v'ornate e bel tesauro,
A cui tutte ricchezze indietro vanno;
Già da sublime parmi e chiaro scanno
Del suo cingervi Apollo e del mio Lauro,
Onde al vostro gentile alto Epidauro
Alta invidia e gentile i dotti avranno.
E quella zoppa che con sì veloce
Passo n'aggiugne e tutte cose sforza,
Tal che spaventa altrui sol della voce,
Userà indarno contra voi sua forza,
Ch'alla fronda del Sol nulla mai noce,
Anzi ella sola ogni potere sforza.