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1503–1565

SONETTO CCCCLXXIX.

Benedetto Varchi

Non son vani il sospetto e la mia doglia: Chi più ama, signor, sempre più teme, Me tal freddo per voi notte e dì preme, Ch'io tremo ognor via più ch'ad Ostro foglia.

Poca nebbia in un punto avvien che toglia Infinita talor fatica e speme: Non pure i fior, ma i frutti e i rami insieme Spesso grandine o vento abbatte e spoglia.

Picciolo intoppo alcuna volta il corso Di veloce destrier nel mezzo frena: Tal par gran meraviglia e poi si sprezza. Presso alla fin del mio natural corso

Già sono io giunto, e so qual giovinezza Non bene spesa e danno apporti e pena.

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