Quelle, che tante in voi doti e sì care
Versâr natura e la fortuna insieme,
O del Tebro, e dell'Orsa unica speme,
A qualunque e maggior vi rendon pare:
Ma doppia gloria, che l'altere e rare
Menti di lettre e d'armi ingombra e preme,
Sola porravvi, ché di nulla teme,
In cima de' miglior tra l'alme chiare;
E vi farà non men gradito al mondo,
Ch'al magnanimo re d'Etruria e d'Arno:
Ch'a voi per donno di sua figlia eletto,
Par bene erto e spinoso al primo aspetto
Il monte, onde sua falce adopra indarno
Morte, ma è nel fin piano e giocondo.