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1503–1565

SONETTO CCCCLXIII.

Benedetto Varchi

Il parto verginale e quell'altera Progenie santa, eguale al suo gran Padre Di Lei che sposa fu, figliuola e madre, Prima al Tebro cantò dotta e sincera

Musa: or voi, Zoppio mio, vedendo ch'era In tenebre già chiusa oscure ed adre, Con voci d'Arno dolci, alte e leggiadre Le volgete in bel dì l'ultima sera:

Così, prego, seguite, che, se vero A noi dice la fama, il bel Sebeto Dovrà tosto e non poco al picciol Reno: E 'l Tosco fiume, assai di lodi pieno

Più che d'arene, come io bramo e spero, Sovra 'l suo frate andrà superbo e lieto.

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