Deh! se la greggia tua, fedele e caro
Elpisto mio, di bene in meglio avanzi
La santa Pale, e te null'altro avanzi,
Che 'l mio Pitia a cantar, ch'è sol, non raro:
Sgombra dagli occhi il pianto, e meno avaro
Sii del tuo danno, e non voler quinci anzi
Varcar, che Cloto il fil reciso abbia, anzi
Rivolgi in dolce ogni passato amaro.
Che se 'l bel Tirsi, ch'alle destre rive
Nacque dell'Arno, ov'han le Grazie il nido,
Di sé le selve e le campagne ha prive,
Morto non è; ma 'n grembo a quelle Dive,
Ch'egli amò tanto e con sì chiaro grido,
Salito al ciel, tra i più beati vive.