Aquila non volò tanto alto mai,
Né così presta, come quel che nacque
Cigno, Rondinel mio, vicino all'acque
Di Dirce, e Tebe feo più cara assai.
Questi or gli Dei, or gli amorosi lai
Cantando, or l'altrui palme, in guisa piacque,
Ch'ogn'altro dopo lui fu roco o tacque,
Infin che venne, e n'era tempo omai,
Nuovo Cigno gentil, che sopra il Tebro
Versò sì dolci e sì chiari concenti
Ch'ancor s'aggira, e ne rimbomba il suono.
A questi poscia, ma con altro tuono
Udîr l'Arno e la Sorga eguali accenti,
Per la pianta, cui tanto amo e celèbro.